lunedì, novembre 13, 2006
Il Negozietto
Perché i giovani sghignazzano, perché i vecchi borbottano, perché su un tram sono tutti in silenzio: per te, che guardi la Grande Pera correre via da un vetro del 10, e forse mi vedi passare: questa è la tua città e questo è il mio diario...
addì 28/10/1999
Caro te/ Kara te,oggi voglio parlarti di una realtà comune nella city: quel grazioso e simpatico negozietto (dove non entra mai nessuno). Pertanto, non passa giorno o quartiere che non mi chieda: ma come fanno a vivere i gestori di quel simpatico negozietto? Ma procediamo con ordine e facciamo un ragionamento.
La grande Pera è una grande città: grande città-molti abitanti, molti abitanti-molte esigenze (non fa una grinza) molte esigenze-molti negozietti che soddisfano queste esigenze: risultato: allora c'è spazio per tutti. In fondo che importa se di negozi come il mio ce ne sono già (mi specializzerò ancora di più), e poi cosa conta è farsi una clientela affezionata e poi sarò a posto.
E' così che nasce un simpatico negozietto...
I primi tempi sono di grande entusiasmo: vetrine tirate a lucido, sorriso di successo e sguardo di responsabilità; poi (deve essere il periodo sbagliato perchè se no qualcuno entrerebbe), si cambia un po': si continua comunque con le vetrine e la responsabilità... per il successo ne riparliamo poi.
Non potendo fingere di fare la contabilità (ma di che?) e neanche riordinare (nessun cliente-nessun disordine, e nessun ordine) il proprietario passa le sue giornate ad aspettare e ad aspettare e a guardare fuori come un pesce dalla sua boccia di vetro, e se per caso, dico per caso, passi di fronte al suo simpatico negozietto i vostri sguardi si incrociano, ma è un attimo.
L'ultima fase è di sconforto più nero: il gestore passa le sue giornate a meditare e forse si guarda attorno per la prima volta cercando solidarietà. Trova così altri sfigati come lui che non vendono a nessuno. Nel mio tragitto da casa al Poli passo di fronte ai seguenti simpatici negozietti: una pellicceria, un calzolaio, una merceria e un barbiere. L' ultima volta che ho visto qualcuno a farsi tagliare i capelli il marciapiedi era pieno di curiosi accorsi dalle contrade vicine e il barbiere era emozionatissimo (c'era chi scommetteva che gli avrebbe tagliato un orecchio).
Per il resto del tempo, a turno, ognuno di questi passa le sue lunghe giornate nel negozio dell'altro senza inutili cartelli, tipo torno subito. Ah, dimenticavo, ogni tanto qualcuno entra nei simpatici negozietti, ma è solo per chiedere informazioni su qualche strada lì vicino.
F.B. (peranauta n.1)